Ministero della Pubblica Istruzione
Il Ministro
Prot. n. 1437/A6 Roma, 15 Marzo 2007
Linee di indirizzo
EDUCAZIONE ALLA SICUREZZA STRADALE
VISTA la Costituzione della Repubblica Italiana;
VISTO il D.P.R. n. 585 del 1958, che introduce l’insegnamento dell’educazione
stradale
all’interno dei programmi di educazione civica;
VISTO il D.L.vo n. 285 del 30 aprile 1992, ed in particolare l’art. 230, così
come modificato
dall’art. 10, comma 4, della Legge n. 366 del 19 ottobre 1998, che prevede la
predisposizione di interventi didattici di educazione stradale da svolgere come
attività
obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado;
VISTO l’art. 21 della Legge n. 59 del 15 Marzo 1997 che riconosce personalità
giuridica a
tutte le istituzioni scolastiche e ne stabilisce l’autonomia;
VISTO il D.P.R. n. 275 dell’8 marzo 1999, che regolamenta l’autonomia didattica,
organizzativa e di ricerca, sperimentazione e sviluppo delle istituzioni
scolastiche;
VISTO il D.L.vo n. 9 del 15 Gennaio 2002, contenente ”Disposizioni integrative e
correttive
del Nuovo Codice della Strada”, che introduce l’obbligo del conseguimento del
Certificato d’idoneità alla guida del ciclomotore per i minori che abbiano
compiuto i 14
anni;
VISTO il Decreto 30 giugno 2003 del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti
che definisce il programma dei corsi e le procedure d'esame per il conseguimento
del
certificato di idoneità per la guida dei ciclomotori;
VISTA la Legge n. 214 del 1° agosto 2003, di conversione del D.L. n. 151 del 27
giugno
2003, recante modifiche ed integrazioni al Codice della strada;
VISTO il Programma di azione europeo per la sicurezza stradale 2003/2010 che
richiede
l’impegno di tutti i gruppi sociali, per far sì che ciascuno possa contribuire,
dal proprio
livello, all'aumento della sicurezza stradale in Europa;
VISTA la Direttiva del Ministro della Pubblica Istruzione del 16 ottobre 2006
contenente le
linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e sulla legalità;
TENUTO CONTO della forte richiesta della società italiana ed europea di azioni
concrete ed
efficaci per diffondere la Cultura della sicurezza stradale;
RITENUTO che l’educazione alla sicurezza stradale va vista non solo e non tanto
quanto
conoscenza tecnica o addestramento, ma come attività educativa;
CONSIDERATA la necessità di attuare strategie di organizzazione e di
cooperazione con
tutti i soggetti coinvolti, interni ed esterni alla scuola, ivi comprese le
famiglie, per
attuare un percorso formativo integrato che sviluppi nei giovani positive
modifiche
comportamentali e valoriali;
CONSIDERATA l’esigenza di conoscere i problemi e le difficoltà che i giovani
vivono
quotidianamente nell’ambiente della mobilità;
RITENUTO che l’educazione alla sicurezza stradale, inserita in un più ampio
contesto di
salute pubblica, riferita soprattutto alle percentuali di incidentalità stradale
giovanile,
richiede una chiara consapevolezza delle regole della strada, intesa non solo
come
luogo di circolazione di veicoli ma come luogo di incontro e comunicazione nel
rispetto
di sé e degli altri;
EMANA
il presente atto di indirizzo recante le linee guida e gli orientamenti per
l’attuazione di
interventi ed iniziative di educazione alla sicurezza stradale.
1. Finalità
La finalità prioritaria è fornire una cornice di riferimento, all’interno della
quale definire
percorsi in cui tale educazione venga valorizzata nelle sue potenzialità
educative e formative
e concorra così: allo sviluppo di conoscenze, abilità e attitudini in relazione:
al potenziamento di un’autonoma capacità di giudizio e della responsabilità
personale e sociale;
allo sviluppo della conoscenza e del rispetto delle norme di legge, di
comportamenti
corretti sulla strada e di comportamenti ispirati alla cultura della legalità;
all’acquisizione della consapevolezza del rapporto tra stile di vita e stile di
guida.
Finalità che confluiscono nell’acquisizione della capacità di affrontare e
risolvere
situazioni problematiche attraverso l’esercizio del pensiero critico e del
pensiero creativo.
A partire dal patrimonio di esperienze realizzate dalle scuole, le linee
strategiche
rappresentano un ulteriore contributo alla realizzazione di iniziative connesse
con le finalità
indicate.
Nella scuola dell’autonomia sono molteplici gli spazi che permettono di
realizzare
percorsi formativi trasversali per la costruzione di una nuova “Cultura della
sicurezza
stradale”.
E’ proprio in regime di autonomia che è possibile organizzare un curricolo che
favorisca il potenziamento di attività funzionali alle finalità esplicitate, i
cui destinatari sono
gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado.
2. Obiettivi
Fornire indicazioni che rappresentino un quadro di riferimento per le singole
Istituzioni
scolastiche.
Identificare e formare i referenti dei percorsi formativi ai vari livelli.
Organizzare percorsi formativi di educazione alla sicurezza stradale tenendo
conto delle
specifiche realtà socio – culturali.
Realizzare interventi innovativi efficaci valorizzando l’esistente.
Costruire una rete di collaborazioni per un efficace sostegno reciproco.
Strutturare un quadro di azioni integrate di tipo metodologico/didattico e
finanziario.
3. Indicazioni operative
Le linee strategiche riportate di seguito sono quelle emerse dagli esiti delle
azioni di
monitoraggio delle iniziative più significative di educazione alla sicurezza
stradale realizzate
dalle scuole di ogni ordine e grado sul territorio nazionale.
Da tale monitoraggio i punti di forza che caratterizzano un “progetto” di
qualità in
relazione allo specifico dell’educazione alla sicurezza stradale risultano
essere:
o Risorse professionali
o Flessibilità organizzativa e didattica dei percorsi
o Motivazione all’apprendimento
o Continuità
o Collaborazioni tra reti di scuole, con il territorio e con le famiglie.
3.1. Risorse professionali
Visti i possibili collegamenti realizzabili con i vari ambiti disciplinari, le
Istituzioni
scolastiche possono avvalersi dei docenti in organico, per costruire “percorsi
formativi
trasversali” sui temi della sicurezza stradale.
Possono, inoltre, essere coinvolti esperti esterni, con competenze specifiche,
reperiti
all’interno della rete di collaborazioni attivate dalle singole Istituzioni
scolastiche.
Gli esperti opereranno in sinergia con i docenti e secondo le modalità definite
dal Piano
dell’Offerta Formativa.
3.2. Flessibilità organizzativa e didattica dei percorsi
Come previsto dal D.P.R. 275/99, in sede di programmazione ed organizzazione del
percorso formativo è possibile utilizzare tutti gli strumenti di flessibilità
previsti in funzione del
raggiungimento degli obiettivi propri dell’intervento.
Le istituzioni scolastiche nel definire percorsi formativi, possono organizzare
l’attività
didattica in maniera modulare e flessibile, adottando modelli organizzativi
riferiti ad un
gruppo classe o classi aperte (orizzontali o verticali).
Le attività di educazione alla sicurezza stradale possono essere svolte in
orario
curricolare, grazie ai collegamenti realizzabili con i vari ambiti disciplinari,
e/o
extracurricolare, all’interno di progetti dedicati.
Potrà, inoltre, essere riutilizzata la quota del monte ore annuale (20%) per
organizzare
percorsi trasversali opportunamente curvati sui temi dell’educazione alla
sicurezza stradale.
3.3. Motivazione all’apprendimento
Adottare strategie che promuovono la partecipazione attiva e rendono attraente
l’apprendimento può favorire l’acquisizione di una mentalità critica e creativa.
Vivere esperienze che partono dal gioco, soprattutto nella scuola dell’infanzia
e
primaria, può rivelarsi un metodo efficace e stimolante per apprendere il
rispetto degli altri e
delle regole della civile convivenza.
Proporre attività laboratoriali o di apprendimento cooperativo e prevedere
momenti di
sensibilizzazione sui temi della sicurezza stradale facilita l’assunzione da
parte degli alunni
di comportamenti consapevoli e responsabili.
Creare situazioni di stimolo alla risoluzione di problemi ed allo sviluppo di
abilità logiche
(problem solving), anche attraverso percorsi trasversali di educazione alla
sicurezza
stradale, può stimolare reti cognitive flessibili.
Sulla base delle modalità della ricerca – azione, osservare l’impatto degli
interventi ed
analizzarne gli esiti permette di correggere e curvare, in modo efficace le
tappe successive
del percorso formativo.
3.4. Continuità
E’ possibile definire percorsi formativi trasversali – organizzati in moduli
curricolari e/o
extracurricolari e/o con il riutilizzo della quota locale – che ricoprono
l’intero arco dell’anno
scolastico e che si sviluppano in continuità nei vari ordini di scuola. Ciò può
consentire di
rendere l’intervento formativo ancor più efficace.
3.5. Collaborazioni tra reti di scuole, con il territorio e con le famiglie
Nella scuola dell’autonomia l’utilizzo di figure di coordinamento (docenti
referenti)
facilita l’integrazione scuola/territorio.
Le possibili collaborazioni attive con uno o più partner (EE. LL., Enti e
Associazioni di
settore, Forze dell’Ordine, ASL, Università) danno concretezza ad una serie di
azioni
sinergiche che convergono in un’offerta formativa integrata.
Il coinvolgimento delle famiglie, anche attraverso le Associazioni che le
rappresentano,
rende coerenti e condivise le iniziative in un continuum di scuola e quotidiano.
4. Corsi per il conseguimento del Certificato d’idoneità alla guida del
ciclomotore
La durata dei corsi effettuati nelle scuole è pari a 20 ore intese come
pacchetto unico di
attività integrate e coordinate.
Per ottimizzare l’efficacia del percorso formativo e per una ricaduta positiva
sugli stili
comportamentali degli alunni, si ritiene fondamentale realizzare l’intero monte
ore in orarioextracurricolare.
4.1. 12 ore a carattere tecnico
n. 3 moduli formativi tenuti dai docenti individuati ai sensi delle Linee guida
MPI del 2003, nel
rispetto della normativa vigente.
Modulo A – Norme di comportamento - area psicologica e fisiologica ( 4 ore ).
Gli argomenti da trattare possono essere:
- l’educazione alla circolazione,
- l’accettazione della norma
- l’apprendimento dei comportamenti stradali,
- il rapporto tra sviluppo evolutivo, gruppo dei pari ed attività di educazione
alla
sicurezza stradale,
- i pericoli e l’incidentalità.
Modulo B – Segnaletica - area conseguimento del patentino ( 6 ore ).
Gli argomenti da trattare possono essere:
- il ciclomotore:
1) quadro normativo,
2) classificazione del mezzo,
3) documentazione ed uso del ciclomotore
- la segnaletica: dall’origine delle fonti giuridiche alla normativa vigente.
Modulo C – Educazione al rispetto della legge - area giuridico/sanzionatoria ( 2
ore ).
Gli argomenti da trattare possono essere:
- il rispetto della norma: aspetti giuridici e sanzionatori,
- comportamento in caso di incidente,
- procedure per l’organizzazione degli esami.
4.2. 8 ore a carattere educativo
n. 3 moduli formativi all’interno di aree di interesse che coinvolgono lo
studente attraverso
momenti/interventi cognitivo-relazionali e emotivo-affettivi, tenuti dai docenti
in organico.
MODULO A – area di interesse: educazione stradale ed educazione ambientale.
Gli argomenti da trattare possono essere:
- sicurezza stradale,
- aspetti fisiologici/psicologici della guida,
- rispetto ambientale;
MODULO B – area di interesse: educazione alla salute ed educazione alimentare.
Gli argomenti da trattare possono essere:
- alimentazione,
- alcool/farmaci/droghe,
- primo soccorso/emergenza/urgenza;
MODULO C – area di interesse: educazione alla cittadinanza ed educazione
all’affettività.
Gli argomenti da trattare possono essere:
- legalità,
- valore della norma e dei comportamenti stradali.
5. Azioni a livello nazionale
Il Ministero della Pubblica Istruzione, al fine di perseguire le finalità e gli
obiettivi indicati,
promuove le seguenti azioni:
Supporto e sostegno alle scuole autonome nella realizzazione degli interventi e
delle
iniziative di educazione alla sicurezza stradale e dei corsi per il
conseguimento del CIG,
d’intesa ed in collaborazione con la rete dei referenti regionali e provinciali.
Continuo confronto e fattiva e sinergica collaborazione con la rete dei
referenti
regionali e provinciali per l’educazione alla sicurezza stradale.
Formazione dei formatori (referenti regionali, provinciali e delle singole
istituzioni
scolastiche) attraverso l’attivazione di una piattaforma e-learning interattiva,
dedicata
alle tematiche connesse all’educazione alla sicurezza stradale, e la
realizzazione di
momenti di approfondimento in presenza a livello provinciale, regionale, per
aree
geografiche e nazionali.
Formazione dei peer educator con il coinvolgimento dei rappresentanti delle
Consulte
provinciali degli studenti, attraverso l’attuazione di una serie di seminari
interregionali e
nazionali.
Realizzazione di azioni congiunte e coordinate d’intesa con il Ministero
dell’interno,
il Ministero dei Trasporti, il Ministero della Giustizia e il Ministero della
Salute.
Attuazione di accordi e intese con gli Enti locali e territoriali e con gli Enti
e le
Associazioni di settore.
Studio e realizzazione di interventi formativi/informativi realizzati attraverso
canali
radio – televisivi.
Supporto e sostegno alla piena attuazione dei Progetti nazionali realizzati
insieme
con partner istituzionali.
Definizione di criteri condivisi, quantitativi e qualitativi, di attribuzioni
dei fondi
provenienti dal capitolo 1450.
Attivazione corsi per il conseguimento del certificato di idoneità alla guida
del
ciclomotore anche con l’utilizzo di un ambiente dedicato all’interno della
piattaforma elearning
interattiva fruibile attraverso il web.
Ampliamento della sperimentazione della prova pratica di guida del ciclomotore.
Le azioni promosse a livello centrale saranno diffuse attraverso note circolari
e pubblicate sul
sito istituzionale.
6. Azioni a livello regionale e provinciale
Gli USR e gli USP, nel rispetto dell’autonomia e nell’ambito delle proprie
competenze
promuoveranno le seguenti azioni:
Programmazione, diffusione e coordinamento delle azioni promosse, sia a livello
regionale che provinciale anche tramite l’indizione di apposite conferenze di
servizio.
Attuazione di intese e collaborazioni con gli Enti locali e territoriali, con
gli Enti e le
Associazioni di settore e con le famiglie.
Supporto e sostegno alle scuole autonome nella realizzazione degli interventi di
educazione alla sicurezza stradale e dei corsi per il conseguimento del CIG.
Definizione e attivazione, a livello provinciale, di Laboratori pilota di
educazione alla
sicurezza stradale intesi come centri di sperimentazione e innovazione
metodologico –
didattica, capofila di reti di scuole e volano di iniziative e attività,
d’intesa ed in
collaborazione con il territorio.
7. Monitoraggio e valutazione degli interventi
L’iniziativa prevede un’azione di monitoraggio dell’intera attività al fine di
verificare
gli andamenti e gli esiti degli interventi, evidenziando gli elementi di
criticità ed i punti di forza
con il duplice intento di completare la diffusione delle esperienze più
significative ed elevare
a sistema le iniziative sperimentali (ad es. laboratori pilota e prove pratiche
di guida del
ciclomotore).
Livelli di indagine:
a) Scuola ( Valutazione e autovalutazione )
b) USP [ dati quantitativi – dati qualitativi: comparazione tra istituzioni
scolastiche,
confronti tra gruppi di diversa composizione (osservazioni sul campo,
interviste; focus group)
c) USR (quadro delle azioni realizzate – analisi e valutazione)]
d) MPI (QUADRO NAZIONALE – CONFRONTO UE)
IL MINISTRO
On.le Giuseppe Fioroni